Il cappero IGP di Pantelleria: una produzione da salvare

A Pantelleria i capperi crescono arrampicati sui vecchi muri, nelle fessure delle rocce e nelle pietraie. E' tra maggio e settembre, nel periodo della fioritura, che si raccolgono i boccioli appena germogliati e non ancora schiusi, le piccole gemme verdi che arrivano sulle nostre tavole.

La presenza di questi saporiti boccioli in gastronomia risale a tempi antichissimi e perfino sulla Bibbia si fa menzione dei capperi, mentre la tradizione della raccolta a Pantelleria è documentata già dalla seconda metà del XIX secolo.
In tempi più recenti, il momento d'oro del cappero di Pantelleria si è avuto tra gli anni Sessanta e Settanta, quando la produzione e lavorazione dei capperi è arrivata ad incidere per più della metà sul reddito agricolo dell'isola. 

Attualmente il cappero di Pantelleria conserva il suo primato qualitativo ed è conosciuto, apprezzato e ricercato dai buongustai di tutto il mondo. Resta il fatto che i suoi livelli produttivi si sono sensibilmente ridimensionati, a causa sia degli elevati costi di produzione che della faticosità della procedura di raccolta sui terreni impervi e sotto il sole rovente dell'isola. Basti pensare che la produzione 2010 si è attestata sui 1.200-1.300 quintali, mentre ancora nel 1983 venivano raccolti ben dodicimila quintali di capperi.

E' in questo contesto che nasce Il Cappero Società Agricola Pantelleria Srl  che vede come socio unico la Bonomo&Giglio e risponde allo scopo di sviluppare e valorizzare la cappericoltura sull'isola, rimettendo in moto la produzione del cappero di Pantelleria per evitarne la scomparsa e riportare i livelli produttivi agli anni d'oro.

A questo scopo la Bonomo&Giglio acquista o affitta terreni sull'isola per dedicarli alla produzione dei capperi di Pantelleria e cerca altresì proprietari di terreni che siano disposti a barattare il fatto che le loro proprietà vengano mantenute in ordine e in produzione con un contratto di comodato d'uso gratuito.

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